giovedì 22 aprile 2010

Walden, ovvero vita nei boschi di Henry D. Thoreau

Copertina di Walden
Il tempo è passato dall'ultimo articolo che ho scritto su questo blog: faccio un mea culpa, ma attendevo pazientemente la fine della lettura del libro di cui mi accingo a parlare per tornare a scrivere su queste web-pagine. Parlerò di "Walden, ovvero vita nei boschi" di Henry David Thoreau. Libro fondamentale per un Christopher McCandless, citato e fondamentale nello svolgersi dei temi fondanti di quel magnifico film che è "L'attimo fuggente": un libro del 1854 ma incredibilmente attuale, le cui parole soffiano ancora nell'animo dell'uomo che si cimenta nella sua lettura, i cui temi risuonano nella società capitalista, consumista, e tremendamente povera in cui siamo inseriti, e le cui ripercussioni di disobbedienza e critica civile ci possono aiutare a estirparci da una società malata e ossessionata dal successo e dal denaro, per ritrovare il nostro essenziale ruolo di animali in una Natura sconfinata, meravigliosa, misteriosa e soprattutto madre.
L'articolo è sia recensione che approfondimento, per quanto nella seconda parte è impossibile trasmettere la vastità del libro e dei suoi temi, cosa che è possibile percepire solo approcciandosi in modo umile e libero da pregiudizi al testo.
 Prima di addentrarci all'analisi del libro vorrei proporre una breve recensione che possa anche da sola, senza quindi l'approfondimento successivo, incitare alla lettura di questo testo e mostrarne almeno in parte i principali temi trattati.

Copertina della prima edizione di Walden
Trama: Nel luglio 1845, Henry Thoreau lasciava la sua cittadina natale per andare a vivere in una capanna nei boschi del vicino lago di Walden. Il suo voleva essere un esperimento, che assumeva però risvolti politici e sociali insieme: era una scelta di "disobbedienza civile" verso una società di cui non condivideva gli ideali mercantili e industriali.

Commento: Sì, è un testo di filosofia. Sì, non è proprio una lettura leggera. No, non è così pesante come si possa credere all'inizio. Sì, l'avete già capito, è un libro che dovete assolutamente leggere. Thoreau è un filosofo, ma è soprattutto un essere umano: un contadino, un muratore, un naturalista, uno sperimentatore: è una personalità variegata e complessa, di quelle che le catene della società non potranno mai incatenare, è uno spirito che ricerca la Verità, quella assoluta, quella che riempie di pace e bontà i cuori. Si tratta di un personaggio curioso, ma soprattutto critico: tutto deve essere posto al vaglio della critica. Ogni modo d'essere, di vivere, di agire deve essere criticato e sviscerato, e se si rivela falso o ingiusto, allora deve essere abbandonato e sostituito con un modo di vivere più alto, più eccelso. Thoreau ci riporta alla nostra dimensione umana essenziale: quella di animali immersi nella Natura, non di semidivinità che sfruttano il pianeta come gli pare e piace. Ci mostra le ipocrisie della cosiddetta società civile, puntando il pensiero per accusare tutte quelle cose che rendono ingiusta la vita in società: chi ha troppo e chi non ha abbastanza nemmeno per vivere, chi ha grandissimi palazzi e chi è costretto a pagare l'affitto. L'esperimento della vita nei boschi di Thoreau è una ribellione allo stile di vita civile che c'era ai suoi tempi, ma dall'alto del suo pensiero aveva prevenuto cosa sarebbe successo nei decenni successivi, così che la sua critica è perfettamente inquadrata anche nella società civile attuale, e anzi ne risulta ancora più aspra e forte. All'interno del libro, al fianco delle digressioni filosofiche sul comportamento politico-sociale dell'uomo e del filosofo, si trovano ampie descrizioni della Natura in cui Thoreau viveva: descrizioni degli animali e della vegetazione che sfiorano addirittura il trattato naturalistico specialistico. Allo stesso modo troviamo i conti di quanto ha speso per costruirsi la capanna e di quanto ha guadagnato coltivando fagioli e patate dietro il suo rifugio: è un testo di disobbedienza filosofica civile, ma allo stesso tempo ci mostra l'uomo Thoreau dietro il filosofo, un aspetto che spesso viene tralasciato in questi casi. Un libro veramente importante che chiunque abbia un minimo di risentimento/critica verso la società attuale, e verso i suoi modi di porsi verso la Natura, gli animali e gli uomini più deboli, deve assolutamente leggere e far proprio.

Voto: 10

Citazione: Non è mai troppo tardi per rinunciare ai nostri pregiudizi. Non possiamo accettare nessuna maniera di pensare o di agire - per quanto antica essa sia - senza averla precedentemente sperimentata. Ciò che tutti, oggi, accettano per vero apertamente o senza discutere, può apparire falso domani; puro vapore d'opinioni, che qualcuno aveva creduto fosse una nube che avrebbe portato pioggia benefica sui suoi campi.

Da questa citazione, che per me è su tutte quella più rappresentativa del testo, è possibile sviluppare meglio un'analisi delle tematiche principali del libro: anzitutto la critica fortissima e lucidissima a una società civile che incatena la libertà degli uomini, che li ossessiona con l'idea del successo e della ricchezza superflua. E mentre c'è chi ha tutto e di più, c'è chi non riesce a sopravvivere, chi è costretto a pagare l'affitto per una casa, chi non arriva a fine mese diremmo noi. Le diseguaglianza sociali angustiano l'uomo e lo incatenano a un'esistenza meschina e terribile. Thoreau elogia l'umiltà, la lentezza, la povertà di vivere come scelta filosofica, in contrapposizione all'arroganza, alla fretta, alla ricchezza ostentata dai pochi rispetto ai tanti poveri. Lui stesso dice che:
Un uomo è ricco in proporzione al numero di cose delle quali può fare a meno
 E prosegue più avanti:
Sono convinto che se tutti gli uomini dovessero vivere semplicemente, come feci io, furti e rapine sarebbero sconosciuti. Essi avvengono solo in comunità dove qualcuno ha più di quanto gli basta, mentre gli altri non hanno abbastanza.
La scelta della vita nei boschi è dunque una ribellione, una disobbedienza civile, un ritorno alla Natura dove solo lì l'uomo può ritrovare la sua dimensione essenziale: l'umiltà di vivere, la semplicità, la verità, la felicità e la gioia della vita. Ma è una ritorno alla Natura da essere umano semplice, non uno sfruttamento industriale e consumistico delle risorse naturali al fine del profitto: il fine dell'uomo Thoreau e del filosofo Thoreau è solo ed esclusivamente la verità:
Datemi la verità, invece che amore, danaro o fama. Sedetti a una tavola imbandita di cibo ricco, vino abbondante e servi ossequiosi, ma alla quale mancavano la sincerità e la verità: partii affamato da quel desco inospitale.
 Questo passo, citato anche in "Into the wild", rappresenta la ricerca filosofica-morale del Thoreau uomo: una vita sincera e vera, non una falsità mascherata da ricchezza e grandi ostentazioni di magnificenza. L'umiltà e la povertà di vivere contrapposte alla fama e al successo, ma soprattutto la forza di criticare ogni stile di vita e di cambiarlo se risulta sbagliato e ingiusto.
Nel capitolo "Leggi più alte" sviluppa in modo sincero e franco il suo rapporto con il cibo, e dalla sua riflessione emerge come l'abbandono del cibo animale, nonostante lui fosse dedito alla pesca nel lago, sia un passo essenziale per l'evoluzione dell'umanità. Dice:
Non è un rimprovero il fatto che l'uomo sia un animale carnivoro? è vero, egli può vivere, e vive in effetti, per lo più depredando altri animali; ma questo è un miserabile modo di vita e sarà considerato benefattore della sua razza colui che insegnerà all'uomo di limitarsi a un cibo più innocente e più sacro. Qualunque possa essere la mia consuetudine, non ho dubbio che appartenga al destino della razza umana, nel suo graduale miglioramento, smettere di mangiare animali, allo stesso modo che le tribù selvagge hanno smesso di mangiarsi l'un l'altra quando vennero in contatto con le più civili.
Più esplicito di così, anche se non ci sono le parole vegetarianismo o veganesimo, mi pare impossibile. Thoreau esprime più volte l'invito a cambiare la propria vita in meglio, a criticare gli aspetti negativi e ingiusti, a perseverare quando verremmo attaccati dalla società per quello che abbiamo scelto e a trovare forza nel seguire una vita dettata da principi più alti di quelli imposti dalla civiltà.
Statua di Henry Thoreau a Walden"Walden" è ricchissimo di tematiche, e riportare tutto sarebbe impossibile senza riscrivere l'intero libro. Ho cercato di puntualizzare nella recensione l'importanza generale del testo e di approfondire alcuni aspetti particolarmente significativi, ma l'invito è quello di prendere il libro e dedicarsi apertamente alla sua lettura per scoprire tutto ciò che Thoreau ha da insegnarci sulla base del suo esperimento di vita.
Ora vicino alla capanna in cui ha vissuto è stata edificata una statua in suo onore (vedi foto a lato): un riconoscimento civile verso un disobbediente civile. Di mio ho segnato il lago di Walden come una delle mete in cui vorrò viaggiare, in cui esplorare, in cui curiosare e sperimentare. E ho segnato altri libri di Thoreau da leggere ("Camminare", "Disobbedienza civile") e mi domando perché si insegnino tanti filosofi e filosofie nelle scuole e si tralasci un contributo importante come quello di Thoreau, che forse più di tutti, può aiutare a formare le giovani menti e a indirizzarle verso leggi e principi più alti.


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