Ultimamente si parla tanto di energia nucleare, dopo le intenzioni del Governo di ritornare a questa forma energetica, il cui treno è passato ormai qualche decennio fa. Sorvolo inizialmente sull'utilità di salire su un treno ormai obsoleto quando ora i treni che tirano di più sono ben altri, e più verdi, perché voglio spendere qualche parola sulla squallida azione di propaganda che si sta dispiegando sotto gli occhi di tutti. Non intendo una propaganda di tipo politico, ma di stampo prettamente economico.
Mi riferisco anzitutto a un DVD targato Enel e EDF che mi è arrivato a casa, intitolato "Fatti un'idea sul nucleare! Vivi un viaggio alla scoperta di una nuova energia". Mi fa sorridere l'idea che qualcuno tenti di far passare il nucleare come una fonte di energia nuova: la cosa proprio non regge, non di questi tempi soprattutto. All'interno della confezione del DVD vi è invece scritto:
Alessandro Cecchi Paone ci accompagna in un viaggio alla scoperta dell'energia nucleare: dalle miniere di uranio alle diverse tipologie di reattori e ai sistemi di gestione dei residui radioattivi. Per farci conoscere da vicino una tecnologia sicura, rispettosa dell'ambiente, capace di ridurre la dipendenza energetica dall'estero e rilanciare lo sviluppo del nostro Paese.
Voglio provare a commentare un attimo queste frasi prima di passare al DVD vero e proprio.
Sulla sicurezza della tecnologia nucleare e sul rispetto dell'ambiente ci sarebbe molto da dire, e anche se solitamente sono i punti che mi interessano di più sulla questione, la parte che mi ha colpito maggiormente in questo caso è la seconda. Secondo quanto scritto nella confezione sviluppare impianti nucleari, che dunque richiedono combustibile - uranio - per funzionare, è un modo per ridurre la dipendenza energetica. La dipendenza energetica è effettivamente un problema enorme per noi italiani, che importiamo quasi l'80% dell'energia, ma il nucleare non aiuterà certo a risolvere questo problema. Noi non abbiamo uranio e comunque lo dovremmo importare dall'estero, quindi la dipendenza non si risolve affatto, si sposta solamente il problema. Senza contare che ovviamente continueremo comunque a importare altra energia estera, sia che si faccia il nucleare italiano sia che non lo si faccia.
Sempre secondo la confezione il nucleare è un modo per rilanciare lo sviluppo del Paese: eppure pare che uno dei pochi settori che stanno resistendo alla crisi economica e che anzi danno uno sviluppo utile è quello delle fonti rinnovabili e della green economy in generale. Peccato che da noi si siano tolti gli incentivi per l'efficienza energetica degli edifici. Quelli sono aspetti da incrementare per favorire lo sviluppo nostrano.
Passando al DVD non cambia molto la storia: Alessandro Cecchi Paone si muove in un mondo fatto in grafica 3D - peraltro ben realizzata - raccontando di come l'uranio si estrae, si lavora nei reattori e come vengono smantellate le scorie. Per ribadire l'aspetto della dipendenza energetica viene detto che i combustibili fossili si trovano principalmente in Stati instabili politicamente (soprattutto in Medio Oriente) e che l'uranio invece viene esportato da Paesi più stabili, e dunque questo è un vantaggio nel costo che viene imposto. In tutto questo ragionamento continuo a non vedere come ciò possa ridurre la dipendenza energetica dell'Italia, ma magari mi sbaglio io. In generale tutta l'esposizione mi è sembrata abbastanza frettolosa e poco approfondita. Per dire, prima di vederlo mi aspettavo un documentario lungo, e scoprire che invece durava solo un quarto d'ora non è stata proprio una bella presentazione. Non credo si possa trattare la complessità di questo argomento in un lasso di tempo così breve. Ma per gli scopi divulgativi e propagandistici del video quei minuti bastavano e avanzavano, visto che ci si è soffermati anche molto poco su questioni spinose come la sicurezza e le scorie, che per dirla con le parole del mio professore di Fisica Tecnica (anche docente di Energetica) "Non sappiamo proprio dove mettercele". Si è dedicato molto tempo a illustrare i diversi tipi di reattori, elogiando i pregi dell'EPR, senza approfondire tutta una serie di tematiche, rintracciabili facilmente su Google, sui problemi di sicurezza che presenta questa tipologia di reattore. E poi comunque, Cecchi Paone non aveva smesso di fare divulgazione scientifica?
Poi è arrivato in televisione lo spot del Forum Nucleare Italiano. Questo sembra uno spot neutrale, ma appena si legge l'elenco dei soci fondatori del Forum si ritrovano le principali aziende interessate ad un ritorno al nucleare in Italia, tra cui le già citate Enel ed EDF. Il dubbio sulla parzialità è del tutto comprensibile. Inoltre l'unico modo per discutere attivamente mi è parso, dopo una ricerca sul loro sito, commentare nel loro blog. Quindi di forum veri e propri non c'è traccia. Sarò io che diffido molto di queste cose, ma anche altri in Internet hanno già mostrato dubbi sull'aspetto propagandistico di questa associazione.
Per quanto riguarda la mia idea sul nucleare: era un treno che se si voleva prendere si sarebbe dovuto prendere in passato. Adesso c'è un altro treno da prendere, quello rinnovabile e pulito. Salire ora sul convoglio del nucleare sarebbe un autogol, e ci porrebbe indietro rispetto alle altre potenze europee e non. L'unico modo che abbiamo per ritagliarci uno sviluppo energetico concreto, ridurre la dipendenza dalle esportazioni di energia estere, e salvaguardare l'ambiente è investire nelle energie rinnovabili e nell'efficienza energetica.
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Accidenti, non sapevo che l'enel stesse distribuendo DVD pro-nucleare!
RispondiEliminaRiguardo il forum nucleare italiano, avevo già letto molti pareri negativi sul sito, in primis quello di Beppe Grillo. Certo che se è impostato così non si va a finire da nessuna parte, anzi, l'intento sembra piuttosto chiaro.
Nemmeno io, finché non mi son trovato il dvd a casa! Guarda sul FNI più cerco articoli su internet più ne sento parlare male, il che legittima i miei "dubbi".
RispondiEliminaHo trovato il tempo, stasera, di dare un'occhiata anchio al DVD (trovato credo allegato a qualche rivista) e condivido appieno le critiche mosse da Gianluca. Sto scrivendo anche io un post (dopo aver preso appunti) in cui vorrei cercare di far emergere qualche ulteriore considerazione su questa propaganda...
RispondiEliminaalt-os, sentiti libero di linkarmi il tuo articolo quando sarà pronto!
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