
Tempo di lettura ultimamente, ed è bene che riporti anche qui una delle recensioni degli ultimi libri letti, per le tematiche particolari e vicine a quelle di questo blog. Originariamente la recensione è stata scritta sull'altro mio blog.
Autore: Erri De Luca
Anno: 2009
Editore: Feltrinelli
Sinossi: Una farfalla bianca sta sul corno del re dei camosci, un fucile sta a tracolla del vecchio cacciatore di montagna. Li attende un duello differito negli anni. Più che la loro sorte, qui si decide la verità di due esistenze opposte.
Commenti: Regalatomi per il compleanno (grazie ancora!) questo piccolo grande libro è stata veramente una bellissima lettura. Sono "solo" 60 pagine, siamo agli opposti di quei romanzi che allungano inutilmente il brodo. Qui siamo all'essenziale, alla lentezza, ai paragrafi brevi ma incisivi. Qui ogni singola parola, ogni virgola, sono da assaporare intensamente, come l'acqua fresca di un ruscello o l'alba che spunta dai monti. Ogni paragrafo è una poesia, un'immagine stupenda, una descrizione che rimane nel lettore più delle centinaia e centinaia di pagine dei soliti libri a cui si è abituati (o a cui io sono abituato per lo meno).
Una narrazione che è più poesia che prosa, l'autore gioca con la lingua, la piega al suo volere, la padroneggia. Alcune frasi sono spezzettate, le descrizioni sono ricchissime di metafore e figure retoriche. Tutto il testo pone il lettore in un ruolo attivo: lasciarsi guidare dall'arte di De Luca ci fa quasi dimenticare che tutto si svolge nel giro di poco tempo, che l'azione non dura che un giorno. Veramente un'opera d'arte.
L'ambientazione è tratteggiata, a pennellate di bianco e grigio principalmente, ma ricca e viva più di quanto ci si aspetterebbe. Io inoltre, che mi vorrei dedicare al trekking, ho particolarmente apprezzato la vicenda montuosa, le immagini e i suoni che le parole di De Luca evocano nella mente del lettore. La vicenda è delicata, come recita la copertina è lo scontro tra due esistenze opposte. Il regno animale e la specie degli uomini. Uomini che vivono nella natura come una specie estranea, quasi una piaga, come si può capire dallo stesso soprannome che il cacciatore si dà. Uomini che a cui manca il rispetto per ciò che è la natura, sia verso i vegetali che soprattutto verso gli animali. Efficace da questo punto di vista la frase:
"Un padrone di tutto se c'era, non avrebbe permesso il guasto della sua roba, non l'avrebbe lasciata alla malora in mano alla specie degli uomini"
Questo spiega inoltre come mai il cacciatore, o meglio il bracconiere, seppur sia un essere solitario (sia perché vive da solo in montagna sia perché evita sistematicamente di parlare con gli altri tramite la fisarmonica), seppur sia inevitabilmente un delinquente, assurge lo stesso al ruolo del miglior rappresentante della nostra specie, così come il re dei camosci è il migliore della sua. Il cacciatore è il migliore perché vive la natura, assume sempre un atteggiamento di mistico rispetto, che lo solleva dai suoi peccati di uomo, dal suo mestiere, dal fatto stesso di essere un uomo. Ho apprezzato molto il finale, in cui il cacciatore, nonostante la sua grande esperienza, riesce a imparare la cosa più importante.
Segue il finale del libro un racconto singolo intitolato "Visita a un albero". Stessa poesia, ma qui il rispetto della natura si tramuta quasi in un atteggiamento di reverenza.
Come già detto, questo libro è un'opera d'arte, una poesia lunga, un soffio di vita nel nostro asfittico mondo industrializzato. Il richiamo della natura, della verità, della vita nel pieno senso del termine. Applausi. E ancora grazie a chi me l'ha regalato!
Voto: 10
Può darsi che più avanti mi venga voglia di scrivere un approfondimento sulle tematiche presentate da questo libro, sono meritevoli di un post più dettagliato e ragionato di una semplice recensione.
Voto: 10
Può darsi che più avanti mi venga voglia di scrivere un approfondimento sulle tematiche presentate da questo libro, sono meritevoli di un post più dettagliato e ragionato di una semplice recensione.
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Devo dire la verità: avevo (malamente?) criticato questo libro in un vecchio commento, non perché l'avessi letto, pur stimando Erri De Luca, ma perché il rapporto prezzo-numero pagine mi era sembrato eccessivo. Non perché la validità di un libro si misura col costo o il numero di pagine, ma perché appunto il suo rapporto mi era sembrato eccessivo e penalizzante, specie in un momento come questo in cui gli euri latitano dal portafoglio. Ma visto la tuo entusiasmo potrei anche provare a intercettarlo.
RispondiEliminaTemistocle
In effetti il rapporto prezzo-lunghezza non lo posso valutare, essendomi stato regalato. Come sottolinei la validità non si misura su quel rapporto, ma in tempo di penuria è il fattore più importante per un acquisto. Ergo ti consiglierei di aspettare che lo mettano in sconto, perché sì è bello ma se ci si risparmia qualche euro male non fa. :P
RispondiEliminaGianluca
A me è stato regalato, quindi non so quanto costi.
RispondiEliminaDel libro non aggiungo niente che tu non abbia già così ben scritto.
Ciao!
Lara
Ciao Lara e grazie! :)
RispondiEliminaMi faccio un giro sul tuo blog,
Gianluca