È passato un po' di tempo dall'ultimo articolo, a causa di malattia, esami e altre cosette varie di cui non ha senso parlare in questa sede. Oggi però devo tornare a scrivere su queste pagina, la rabbia e l'orgoglio, come diceva qualcuna, me lo impongono. Il motivo per cui è giusto spendere qualche parola riguarda una delle solite manovre del nostro amato (?) governo. Una di quelle manovre che mostrano, a chiunque abbia occhi per vedere, l'inadeguatezza di una certa classe politica, che potremmo dire ormai obsoleta, per le tematiche che interessano davvero alla società di questo secolo. Questa è la recente la firma del decreto Romani sulle energie rinnovabili, di cui a questo indirizzo si può trovare un esaustivo riassunto e il collegamento al testo completo. Cosa comporta il blocco degli incentivi a Maggio 2011 per il fotovoltaico? È la morte di un intero settore economico, uno dei pochi tra l'altro che riesce a tirare avanti senza risentire della crisi, come sottolineano diversi economisti, che evidenziano l'importanza di investire nella "green economy".
La domanda che sorge spontanea è: perché? Ovviamente c'è da riflettere sulle motivazioni per cui il Governo ha fatto questo improvviso passo indietro sull'energia verde, dopo che gli incentivi statali per il solare erano stati approvati appena l'agosto scorso. Ci possono essere due motivazioni di fondo: la prima è la via del nucleare, su cui il Governo vuole incamminarsi, ignorando proteste e "no" da parte dei cittadini e degli enti locali. Dall'altra c'è la paura che le rinnovabili provocano in quella classe politica obsoleta accennata prima. L'energia rinnovabile, con la possibilità di poter produrre da sé l'energia di cui si necessita, e la possibilità addirittura di stare off-grid, è la nemesi della economia energetica e politica verticistica, in cui il potere è nelle mani di pochi facoltosi, e i poveri cittadini dipendono da ciò che succede ai vertici. L'energia verde è la democratizzazione, la ridistribuzione del potere, come sottolinea Jeremy Rifkin nel suo "Economia all'idrogeno", e questo mina le basi su cui la politica e l'economia attuali si fondano. Le centinaia di migliaia di consumatori che diventano produttori, slegandosi da quel rapporto di dipendenza/sudditanza con le grosse aziende produttrici, sono mine vaganti per il mantenimento dello status quo. Questo aspetto viene evidenziato anche da uno degli intervistati del servizio de "Le Iene" riguardo questo argomento, servizio che illustra tutti i principali punti della questione: i vantaggi economici/politici delle rinnovabili, la criticità delle persone che ci lavorano, che sarebbero costrette a tornare a casa senza gli incentivi a supportare gli investimenti, e le contraddizioni interne alla stessa maggioranza, segno che il decreto è stato discusso in maniera superficiale e non adatta alla complessità e varietà delle parti in causa. Voglio infine segnalare il sito SosRinnovabili, nato per contrastare questa vergogna, con la speranza che prima o poi il sole torni a splendere sulla nostra povera Italia.
Ne approfitto poi, visto che siamo in tema "Sole", per fare una segnalazione di qualche tempo fa: tra una cosa e l'altra mi ero dimenticato di scrivere un paio di righe a riguardo. Temistocle mi ha assegnato, in questo post del mese scorso (sì, lo so, sono in ritardo!), il Sunshine Award, che sarebbe un riconoscimento tra blogger, lo potete ammirare qui affianco. Lo ringrazio, ma mi tengo ancora la facoltà di assegnare a mia volta i premi, sia perché di blog che hanno a che fare con le tematiche di "Metamorfosi Verde" ne seguo troppo pochi per assegnare abbastanza premi, sia perché quando tutti si saranno dimenticati di questo premio io lo assegnerò, stupendoli. Sì, vabbè, è un modo carino per dire: "Mi prendo il tempo che mi serve, prima o poi ci farò un post a riguardo". Ma del resto questa mia piccola manovra è ben poca cosa rispetto a quella di cui ho parlato nell'articolo, non credete?
P.S.: Vediamo chi riconosce la citazione usata come titolo!
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Il titolo si ispira ovviamente alla canzone di Elio e le storie tese :D
RispondiEliminaNon me lo dire, un nostro cliente aveva iniziato un progetto fotovoltaico di grosse dimensioni e ora rischia di naufragare. E intanto si recupera il nucleare che (senza neppure voler considerare i rischi) è comunque destinato ad esaurirsi entro 50 - 60 anni, visto che l'uranio sta finendo.
RispondiEliminaFrancamente, credo che il nostro paese non abbia più speranze per il futuro, manca ogni programmazione.
E bravo Grigioo!
RispondiElimina@Ariano: Condivido in pieno (e mi dispiaccio per il progetto naufragato...), senza una programmazione seria non si va da nessuna parte. Purtroppo chi dovrebbe programmare non programma, quindi naufraghiamo un po' tutti...