Sì, lo so. Sono sparito per un paio di mesi, purtroppo. D'altra parte sono riuscito ad aggiornare più spesso l'altro blog. La prolungata assenza da queste pagine invece è dovuta essenzialmente a una mia questione organizzativa. Sono molto legato a questo blog e preferisco scrivere articoli dettagliati e approfonditi, mentre nell'altro blog posso permettermi post scritti di getto e meno premeditati. Comunque, mi sto dando da fare per evitare di far cadere nell'oblio questo blog e mi impegnerò a scrivere almeno un articolo a settimana. È una sfida contro me stesso, visto che sono molto incline a disperdere le energie su più cose assieme andando a trascurarne inevitabilmente delle altre.
Premesso ciò, in questo articolo voglio parlare ancora del commercio equo-solidale. Il 14 maggio 2011 è stata la giornata mondiale del commercio equo e solidale, ma solo ieri qui a Cagliari c'è stata una manifestazione per celebrare questo tipo di economia etica.
Si è svolta a Villa Muscas una manifestazione organizzata dall'Associazione Sucania con la collaborazione dell'Asab Sardegna. L'evento era costituito da esposizione e vendita di prodotti del commercio equo-solidale e un interessante dibattito dal titolo "Un altro mondo, un'altra isola: riflessioni ed esperienze sul ruolo delle donne nell'economia locale e globale e nel fair trade". Sono intervenuti rappresentanti di associazioni operanti nel commercio equo, cooperative di sostegno alle donne, di sviluppo economico e sociale. Una tavola rotonda che ha mostrato l'importanza del commercio equo e che ha evidenziato le criticità della figura femminile in un contesto di cooperazione internazionale.
È intervenuto un rappresentante dell'associazione Liberomondo, il quale ha parlato dell'Olio di Argan realizzato in Marocco. Ha raccontato della drammaticità del ruolo della donna nel contesto sociale marocchino, sottolineando come la formazione di una cooperativa inserita nello scenario del commercio equo abbia salvato, letteralmente, almeno 550 donne da una vita di strada e prostituzione. Utilizzare prodotti equi è questo, sostenere organizzazioni medio-piccole che consentono alle popolazioni locali di sostenersi, inserirsi adeguatamente nella società e vivere dignitosamente, con il semplice gesto quotidiano di fare la spesa.
Altri interventi del dibattito sono stati quelli dell'associazione Donne al traguardo, impegnata nel sostegno alle donne, sia sarde che straniere, e della cooperativa Su Trobasciu, composta da donne impegnate nella valorizzazione della tradizionale arte della tessitura. In chiusura l'associazione Domus Amigas, anch'essa operante negli ambiti della cooperazione sociale e dell'economia etica, incentrata su un uso attento delle risorse naturali e umane dell'ambiente isolano. Sono stati tutti interventi interessanti che hanno mostrato come la figura femminile possa dare tanto al tema della cooperazione sociale ed economica, come colonna portante delle istanze del commercio equo-solidale e della possibilità di creare cooperative di eccellenza qualitativa per auto-sviluppare un tipo di economia alternativa a quella "tradizionale".
È intervenuto un rappresentante dell'associazione Liberomondo, il quale ha parlato dell'Olio di Argan realizzato in Marocco. Ha raccontato della drammaticità del ruolo della donna nel contesto sociale marocchino, sottolineando come la formazione di una cooperativa inserita nello scenario del commercio equo abbia salvato, letteralmente, almeno 550 donne da una vita di strada e prostituzione. Utilizzare prodotti equi è questo, sostenere organizzazioni medio-piccole che consentono alle popolazioni locali di sostenersi, inserirsi adeguatamente nella società e vivere dignitosamente, con il semplice gesto quotidiano di fare la spesa.Altri interventi del dibattito sono stati quelli dell'associazione Donne al traguardo, impegnata nel sostegno alle donne, sia sarde che straniere, e della cooperativa Su Trobasciu, composta da donne impegnate nella valorizzazione della tradizionale arte della tessitura. In chiusura l'associazione Domus Amigas, anch'essa operante negli ambiti della cooperazione sociale e dell'economia etica, incentrata su un uso attento delle risorse naturali e umane dell'ambiente isolano. Sono stati tutti interventi interessanti che hanno mostrato come la figura femminile possa dare tanto al tema della cooperazione sociale ed economica, come colonna portante delle istanze del commercio equo-solidale e della possibilità di creare cooperative di eccellenza qualitativa per auto-sviluppare un tipo di economia alternativa a quella "tradizionale".
Diventa sempre più importante l'affermarsi del consumo consapevole come risposta pratica alle difficoltà della crisi economica e morale di questi tempi. Il formarsi di cooperative in cui viene esaltata la qualità e le potenzialità dei singoli individui e del territorio, il diffondersi di un commercio che sostenga le realtà disagiate del resto del mondo e anche del nostro Paese, l'instaurarsi di rapporti a distanza nell'ambito della solidarietà, tutti questi sono aspetti che possono fare la differenza in un contesto economicamente problematico come quello attuale e che possono realizzare una contrapposizione alla deriva morale che caratterizza la nostra società.
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Ciao, bentornato.
RispondiEliminaRiguardo l'argomento (che mi interessa da un punto di vista etico) ti volevo chiedere se i prodotti "equi e solidali" venduti nei supermercati sono davvero tali. Quelli venduti da Coop e Conad mi ispirano una certa fiducia, mentre altre catene (ad aesempio la Auchan) mi lasciano dei dubbi. Domanda: esiste un organo di controllo che attesti l'effettiva origine da aziende del terzo mondo consorziate? C'è insomma un controllore per l'etichetta "equo e solidale"?
Ciao Ariano,
RispondiEliminagrazie del bentornato, cercherò di assentarmi meno da questo blog da ora in avanti.
Per quanto mi chiedi, esistono organismi di certificazioni per i prodotti equi, sia quelli venduti nei supermercati (Grande Distribuzione Organizzata, GDO) sia per quelli venduti nei negozi appositi (Botteghe Del Mondo, BDM). Se ne occupa, a livello globale, la FairTrade Foundation, e a livello nazionale abbiamo la divisione FairTrade Italia. Nel sito di quest'ultima puoi trovare gli elenchi delle GDO e delle BDM autorizzate.
Ecco quello che riguarda la grande distribuzione, che è quello che mi hai chiesto: http://www.fairtradeitalia.it/gdo.asp?sez=dove&subsez=1
Come vedi Auchan e Coop hanno un marchio apposito certificato FairTrade, mentre Conad vende prodotti terzi certificati. In genere ogni qual volta vedi il simbolo della FairTrade Foundation puoi andare sul sicuro. :)
A disposizione per qualunque altro dubbio.
Ciao,
Gianluca
Perfetto, ti ringrazio Gianluca :-)
RispondiEliminahttp://www.conad.it/portal/public/caffC3A8_-_equosolidale-conad_il_biologico-prodotti-CND-guest-1130-10708.html
RispondiEliminaANCHE CONAD VENDE PRODOTTI CERTIFICATI FAIRTRADE, ATTUALMENTE IN ITALIA LE INSEGNE CHE PROPONGONO PRODOTTI GARANTITI DEL COMMERCIO EQUO SONO:
COOP, CONAD, BILLA, CRAI, AUCHAN, CARREFOUR, NATURASI' , CUOREBIO,
FARTRADE ITALIA
PAOLO PASTORE
La ringrazio per la precisazione signor Pastore.
RispondiEliminaSaluti,
Gianluca Santini