Ho già parlato in precedenti articoli dell’energia solare, ma non mi sono ancora mai occupato di un’altra energia rinnovabile, famosa quando quella solare, e sicuramente ricca di potenzialità da sfruttare. Parlo dell’eolico, dei moderni mulini a vento che iniziamo a vedere nelle nostre campagne e a largo dei mari. Il funzionamento di base penso sia ormai noto a tutti: l’energia cinetica del vento viene convertita in energia elettrica. Questo fa dell’energia eolica una fonte rinnovabile e pulita. Come per tutte le tecnologie, nascono poi tutta una serie di dicerie e luoghi comuni, il cui unico risultato è quello di impedire il suo diffondersi e svilire il lavoro fatto dai tecnici e dagli ingegneri. Mi riferisco a tutta una serie di voci, più o meno diffuse, che tendono a demonizzare le pale eoliche.
La base su cui questo articolo nasce è un volumetto a tema realizzato dalla APER (Associazione Produttori Energia da fonti Rinnovabili) intitolato Windbook, leggibile online a quest’indirizzo. Il volume tocca tutti i punti principali della discussione sull’impatto ambientale e sociale dell’energia eolica, e lo fa con dati statistici e indagini rivolte alla popolazione, sia quella non residente che quella residente nei pressi di centrali eoliche. I punti su cui voglio soffermarmi però sono pochi ma importanti: il primo riguarda gli incentivi. Secondo le voci, questi vengono intascati prima di mettere in azione le pale, favorendo così il malaffare. Questo non è vero, dal momento che gli incentivi vengono riconosciuti a centrale funzionante. In secondo luogo si dovrebbe sottolineare, a quelli che si lamentano di pagare l’energia eolica nella propria bolletta, che quello che si paga in bolletta è una quota irrisoria dedicata all’energia eolica. È anzi vero che nella quota che dovrebbe essere dedicata alle rinnovabili, sono state inserite anche tutte le fonti di energia associate, ovvero tutte quelle fonti che usano i prodotti petroliferi, nucleari etc. E anzi, sono queste quelle che pesano di più, al punto che per l’energia eolica una famiglia italiana spende in media il costo di due caffè l’anno. Appunto, come dicevo, una quota irrisoria.
Il secondo punto da affrontare, strettamente legato a questo, è quello delle accuse di procedimenti illegali negli appalti e di affari poco puliti. Questo è certamente vero, ma l’errore di generalizzare è ovviamente dietro l’angolo. Come in tutti i settori in cui la regolamentazione è eccessivamente burocratica e l’iter di realizzazione è disseminato di lunghe procedure, c’è terreno fertile per l’inserimento di delinquenti. Questo però vale per tutti gli appalti possibili, non solo per l’eolico. Per quanto riguarda invece il sospetto con cui si guarda alla presenza di parchi eolici nel Sud d’Italia, pensando di riflesso al coinvolgimento mafioso, basta riflettere davvero sulla motivazione per cui i parchi eolici sono diffusi più nel Sud Italia rispetto al resto del Paese: nel Sud c’è più vento, quindi è ovvio che gli impianti rendano meglio in queste zone. Allo stesso modo si può fare questo ragionamento per Germania del Nord e altri Paesi con elevata diffusione eolica, senza dover scomodare collegamenti con la mafia che denotano, tra l’altro, un certo modo di pensare il meridione in maniera superficiale e sbrigativa.
Ma il vero punto di forza delle voci contro l’eolico è quello di dire che le centrali eoliche deturpano il paesaggio. Ora, i gusti estetici non si discutono, ma c’è da notare che una centrale eolica è reversibile. Si può smantellare, lasciando il paesaggio e il terreno così come erano prima dell’installazione. Inoltre troppo spesso si tende a generalizzare dicendo che le centrali eoliche non si integrano bene con l’ambiente, dimenticandosi che ci sono fior fiori di studi e progettazioni, a monte di un’installazione, per quanto riguarda la Valutazione di Impatto Ambientale. Sempre di questo aspetto fa parte la voce sulle emissioni sonore di una pala eolica. Anche qui i dati smentiscono: a distanza di 100 metri si ha un’emissione sonora di circa 50 dB, intensità paragonabile a quella di una normale conversazione.
L’ultimo punto, che personalmente mi fa ridere quando viene portato avanti come motivo contro l’eolico, è la presunta mortalità di uccelli a causa delle centrali eoliche. Ora, è ovvio che capitano casi del genere, ma questi sono molto rari. È scientificamente provato che gli uccelli tendono a modificare la loro traiettoria in presenza di ostacoli quali le pale eoliche già a 100-200 metri di distanza. Inoltre ci tengo a precisare che la mortalità a causa dell’eolico è praticamente trascurabile (in termini matematici, non in termini etici ovviamente) rispetto ad altre cause dovute alla presenza dell’uomo (edifici, pesticidi, generazione da fonti fossili).
La tendenza che si avverte è che l’opinione pubblica si faccia influenza facilmente dalle voci di corridoio e che non esista un’informazione corretta riguardo queste tematiche. Dietro a una centrale eolica ci sono molti studi per l’impatto ambientale e questo non sempre viene percepito dalla società civile. Ci vorrebbe più informazione certo, ma anche una mentalità più aperta da parte delle persone, per poter comprendere le potenzialità e le sicurezze di una fonte di energia come quella del vento.
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L'eolico e il solare sarebbero perfetti per avere energia compatibile con l'ambiente.
RispondiEliminaP.S.: non so se ti può interessare, ma sul web ho trovato questo:
http://affaritaliani.libero.it/coffee/video/video_enea140611.html
In genere quando si tratta del portale "libero" penso sempre a cazzate, ma si fa riferimento a un progetto dell'Enea, quindi qualcosa di serio ci dovrebbe essere.
Ciao Ariano!
RispondiEliminaGrazie per la segnalazione, molto interessante. Mi segno la cosa e probabilmente ci torno anche con un articolo in futuro. L'ingegnere intervistato alla fine ha detto una sacrosanta verità: "i colpi ce li abbiamo ma per spararli serve la polvere, e la polvere sono i finanziamenti".
Tra l'altro l'accenno alle nano-particelle che assorbono bene la radiazione solare tornerà nel prossimo articolo, che tratterà proprio il fotovoltaico di terza generazione. ;)
Ciao,
Gianluca